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Affari di famiglia: 3 vele wave a confronto Stampa E-mail
Scritto da Paolo Maggienga   
lunedì 07 settembre 2009

AFFARIDIFAMIGLIA3VELEWAVEACONFRONTO

 

Quando si parla di vele, una delle razze più numerose del pianeta è costituita dalle vele wave e freestyle/wave. Praticamente ogni casa fornisce più di un modello, con (dichiarate) differenti caratteristiche e programmi di utilizzo. Come già detto in un altro nostro servizio, l’abbondanza di offerta appaga grandemente la scimmia ma, contestualmente, è fonte di grandissima indecisione.  Una vela, specialmente nuova, non costa certo le proverbiali e ormai dimenticate“due lire” e chi acquista cerca di scegliere ciò che davvero fa al caso suo. Non potendo (purtroppo) testare l’universo mondo velistico, ho approfittato di una vacanza a Dahab per chiarirci le idee. Il bel centro Mistral, diretto dal simpatico freestyler scozzese Owain, dal quale abbiamo affittato il materiale aveva a disposizione l’intera gamma North Sails 2009. In vento non è mancato e quindi….ecco il megatest!

Si tratta delle tre vele wave North, cioè (nell’ordine) Duke, Ice ed Ego. Tutte e tre vengono definite dal produttore “freestyle wave”, il che (apparentemente) semplifica il lavoro. Ma andiamo con ordine. La meno “radicale” delle tre dovrebbe essere la Duke. Questa vela è stata sviluppata nelle misure dalla 4.2 alla 6.9, il che la esclude già in partenza dalla volontà di essere “super radicale”. Non è la vela per Pozo o per Ho’okipa insomma. Nelle misure più piccole, specificatamente fino alla 5.4, ha caratteristiche spiccatamente wave mentre nelle misure grandi il programma è decisamente il freestyle. Il produttore ne evidenzia soprattutto la potenza (intesa come prontezza ai bassi regimi) e la manovrabilità, proponendola come vela versatilissima da utilizzare in un ampio range di condizioni che va dal wave “moderato” al freestyle in acqua piatta con vento leggero. La strada verso i limiti superiori del vento passa poi per la Ice, anch’essa definita come già detto “freestyle wave”, ma proposta nelle misure che vanno dalla 3.4 alla 5.7 ed altresì chiamata “world cup wave”. E’ immediatamente evidente, tanto dal range di misure che dallo shape e dai materiali, che la Ice ha ambizioni ben più feroci in campo wave, dove a detta del produttore possiede la versatilità necessaria per risultare vincente in ogni situazione di onda, sia utilizzata per il waveriding puro che per il freestyle in condizioni toste. Il fatto che la prima misura disponibile per la Ego sia la 3.0 si commenta da sola. Qui entriamo nell’universo dei big days, delle onde da paura e delle giornate memorabili.

Fatte le presentazioni, passiamo ai fatti. Prendiamo in considerazione la misura 4.2, presente in tutti e tre i modelli:

                                    DUKE                                    ICE                                        EGO

Boma                            160                                      161                                        154

Albero                           401                                      390                                        388

Stecche                           5                                          5                                            5

Ah ma allora sono davvero diverse! Albero lungo” per la Duke , l’inverso per la Ice e uno stile supercompatto tipo Naish Boxer per la Ego, che a parità di misura ha sia il boma che l’albero più corto delle altre due sorelle.  Pur avendo tutte cinque stecche, solo la Ego ha una stecca passante nella parte finale del boma. In base si nota chiaramente come la Duke sia più generosa (ed esposta), la Ice decisamente più raidcale e la Ego…..radicalissima ma decisamente più simile alla Ice che alla Duke. In penna stessa solfa, con la Duke che espone maggiore superficie ed ha la stecca alta inclinata e le altre due sorelline con la stecca alta quasi aderente al profilo superiore e meno inclinata. Tirando le somme, se vogliamo trovare quella diversa tra le tre sicuramente è la Duke.

Tutto questo spargimento di cifre, però, ve lo propongo a giochi fatti: ho infatti deciso di effettuare i test i acqua…quasi al buio, con una “vaga” idea del carattere delle tre vele ma senza consultare il sito North Sails e senza chiedere informazioni al simpatico Owain. Semplicemente, ho preso le vele e sono andato in acqua. Nello stesso giorno. Con lo stesso vento, intorno ai 30 nodi. Con la stessa tavola, un Mistral Beast 68. Con (quasi) la stessa misura di vela (4.7 la Ego e la Duke, 4.5 la Ice). Mica male eh??

Dopo i primi bordi di “assaggio”, ho cercato di liberare la mente e di “sentire” quello che la vela fisicamente trasmetteva nelle mie mani e sulla tavola.

Nel caso della Duke, nessun dubbio. Plana subito, prima di subito e tira forte. Stramba che è un piacere ma nelle raffiche più forti dimostra una certa instabilità di profilo, un certo eccesso di tiro. Roba da poco, intendiamoci,  la vela resta comunque sempre controllabile e generosa nel regalare velocità, potenza e maneggevolezza. Quando però viene colpita dalla classica raffica assassina, ha un attimo di cedimento che costringe il surfista a correggere il tiro contrastando l’eccesso di tiro e la sensazione di “gonfiore”. In compenso però, nella situazione opposta, cioè quando la raffica manca, è sicuramente la più pronta delle tre a sfoderare quel tot di tiro in più che permette di continuare imperterriti la planata. La sensazione è che la Duke farà la gioia dei freestylers più incalliti, con la sua capacità di dare tutto e subito e la sua incredibile maneggevolezza.

Il passaggio dalla Duke alla Ice, peraltro leggermente più piccola, è di quelli che si fanno sentire. La Ice è leggermente più lenta nella partenza in planata (considerando anche, ovviamente, la misura leggermente inferiore) ma, una volta partita, si neutralizza completamente, lasciando a chi l’ha in mano la facoltà di esprimersi a tutto campo nelle surfate, nei salti, nelle strambate velocissime con la vela che ruota senza neppure accorgersene. Sotto raffica non fa una piega e se per caso il vento molla non manca una buona riserva di potenza. A patto però che il calo non sia drastico perché in quel caso, a differenza della Duke, è più facile sentire la tavola che rallenta e più difficile riportarla a pieno regime in mancanza di un sostanzioso e provvidenziale rafficone. L’impressione però di “libertà”, di poter tentare qualsiasi cosa venga in mente, è davvero grandiosa. E’ come avere un motore che ti spinge ma del quale non ti devi mai preoccupare.

Ho testato (volutamente) per ultima la Ego, visto che era quella che mi incuriosiva di più. La Ego è un “misto” di sensazioni diverse e, per essere sinceri, inizialmente non mi era neppure piaciuta tanto. Sentivo la vela “strana” e mi sembrava di non poter gestire al meglio né l’assetto né i salti e le manovre. Inizialmente però. Perché appena sono riuscito a “dimenticare” il sapore neutro e perfettivo della Ice e mi sono lasciato trasportare da quel miracolino di vela che è la Ego, ho assaporato la session migliore di questo test day. La Ego non è strana, è versatile. Si comporta come vuoi, quando vuoi. Vuoi potenza? Eccola. Vuoi manovrare? Pronti-via. Vuoi saltare? Salta. La Ego non ha praticamente limiti, riesce a dare il meglio di sé praticamente in ogni situazione, a patto che chi la conduce metta da parte abitudini e preconcetti e si lasci incantare dal fascino esotico di una vela non comune, una specie di folletto scherzoso ma sempre presente, preciso, veloce e potente.

E ora la domanda fatidica. Se DAVVERO avessi testato le vele al buio, cioè senza sapere che modello avevo per le mani, avrei avuto lo stesso feedback? Assolutamente sì. Come già detto, è chiaro che se una differenza “netta” va trovata, essa è tra la Duke e gli altri due modelli. Ma non pensiate che levandovi magicamente dalle mani una Ice e facendo comparire un secondo dopo una Ego non vi accorgiate della differenza. Seconda fatidica domanda. Dovessi comprarne una? Eheheh…il cuore dice la Ego, la ragione la Ice e il (poco) vento la Duke…. Scherzi a parte, è davvero il caso di valutare attentamente le condizioni abituali e il vostro stile di surfata. Se il vento tendenzialmente è leggero, non c’è dubbio, la vostra vela è la Duke. Idem se siete freestylers incalliti che escono in spot con acqua piatta o chop (tipo i laghi). In condizioni simili lce ed Ego sono due bei sogni ma che nella realtà probabilmente pagano poco. Se, invece, i vostri spot abituali prevedono onde e vento forte la discriminante tra Ice ed Ego è il vostro stile. Per i più tradizionalisti e per coloro che amano la perfezione intesa come pulizia assoluta nella surfata e nelle manovre, sicuramente la Ice. Per chi si sente molto più open-minded ed ha il coraggio di mettere in gioco un po’ delle proprie abitudini per convertirsi ad uno stile più esoterico e meno convenzionale, la Ego rappresenta la scelta obbligata. Per entrambe però, Ice ed Ego, le componenti che non devono mancare sono il vento e le onde. Non dico onde hawaiane o mostri tipo Ponta Preta e neppure venti nucleari da Pozo Izquierdo. Intendo dire che non sono vele da usare con 14 nodi tirati solo perché vedendole in vetrina ci veniva la bavetta. Capito cari i miei scimmiatoni? Se il vento è medio/leggero tenete buono il gorilla e scegliete con la zucca.  Oppure scegliete col cuore, che forse è sempre meglio. Non dite però che non vi avevo avvisati…

 

 
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